Interprete d´italiano

Attraverso la nostra pagina web potrete trovare interpreti d´italiano che vi aiuteranno a comunicare in varie lingue, quali l’inglese, il francese, il tedesco, l’italiano e il portoghese.

Gli interpreti d´italiano potranno aiutarvi in interpretazioni di trattativa, consecutive, sussurrate o simultanee (anche con l’aiuto dell'opportuno gruppo tecnico).

Generalmente l’interprete d´italiano lavorerà a partire dalle informazioni che gli saranno fornite dal cliente, per evitare problemi nella comunicazione con i soci o il pubblico.

Nella ricerca di un interprete d´italiano bisogna sapere che nel mondo dell’interpretazione è piuttosto difficile trovare un professionista specializzato nel campo in questione (specialmente se si tratta di uno poco comune). Ciò non necessariamente rappresenta un problema, poiché gli interpreti sono soliti introdursi in nuovi campi e lavorare sulle informazioni fornite dal cliente; ma ovviamente ciò è possibile solo se, come dicevamo prima, l’interpretazione viene preparata con sufficiente anticipo.
Quando si prepara un’interpretazione simultanea d´italiano, bisogna ricordare che si necessitano due interpreti.


La posizione dell’italiano come lingua, all'interno delle numerose classificazioni proposte per le lingue romanze è stata a lungo discussa.

La più diffusa è quella che lo separa in due rami:
1. L’orientale, che include il rumeno (dacorumeno) e l’arumeno (macedorumeno) e quella occidentale, a sua volta suddivisa in lingue gallo-ibericas come il francese, le altre lingue dell’oil, l’occitano, il francoprovenzale, il retoromano, le lingue gallo-italianas (lombardo, piemontese, emiliano - romagnolo, ligure) e il veneziano.
2. Il ramo italo dalmata, che include l’estinto dalmato, il siciliano, il calabrese, il napoletano e il vero e proprio "italiano" o toscano, più propriamente. In quest'ultimo ramo (sebbene con varie polemiche) si include normalmente il dialetto abruzzese.

Si parla spesso dei dialetti italiani per inglobare le lingue italo-dalmate e quelle gallo-italiche, principalmente perché in genere sono comprensibili inteligibles tra loro (come il castigliano e l’italiano); inoltre, l’italiano è la lingua ufficiale dello Stato italiano, e fu imposta quale elemento unificatore, scoraggiando l’utilizzo delle altre lingue nazionali. Anche lingue con un’antica tradizione letteraria, come il veneto o il veneziano, o che godettero a lungo del proprio status di lingua ufficiale, come il piemontese nel Piemonte - Sardegna o il napoletano nel Regno delle Due Sicilias. Attualmente lo Stato italiano riconosce come lingua solamente l’“italiano”, in quanto tale riconoscimento impone obblighi per la sua protezione, preservazione e promozione, secondo la Carta Europea delle minoranze linguistiche e regionali; in ogni caso, riconosce come lingue regionali il sardo in Sardegna e il friulano nella regione del Friuli-Venezia Giulia che, seppur lingue romanze, non appartengono al citato ramo italo-dalmato.

La grammatica italiana presenta numerose similitudini con quella francese e quella spagnola, con cui condivide l'appartenenza alla famiglia delle lingue romanze (romanze).

L’italiano utilizza 21 lettere dell’alfabeto romano. In effetti,le lettere k,j,w,x e y si utilizzano solamente per parole di origine straniera o varianti grafiche di scrittura, sempre più d’uso comune nella comunicazione scritta in internet e nei messaggi istantanei dei telefoni cellulari. Così, talvolta si trovano delle “k” invece che il “ch”, la "x" in sostituzione della parola "per" o la "w" per dire "viva", anche se il sostantivo che la segue è plurale. La h presenta un uso limitato, normalmente segue la g o la c, modificandone la pronuncia.

Le vocali possono avere l’accento grafico, di solito alla fine della parola; attualmente, a causa della particolarità della tastiera italiana, molti utenti sostituiscono l’accento con l’apostrofo. L’accento può essere piano o acuto, e possono indicare sia la sillaba accentuata, sia l’apertura della vocale aperta o chiusa.