Interprete di giapponese
Attraverso la nostra pagina web potrete trovare interpreti di giapponese che vi aiuteranno a comunicare in varie lingue, quali l’inglese, il francese, il tedesco, l’italiano e il portoghese.
Gli interpreti di giapponese potranno aiutarvi in interpretazioni di trattativa, consecutive, sussurrate o simultanee (anche con l’aiuto dell'opportuno gruppo tecnico).
Generalmente l’interprete di giapponese lavorerà a partire dalle informazioni che gli saranno fornite dal cliente, per evitare problemi nella comunicazione con i soci o il pubblico.
Nella ricerca di un interprete di giapponese bisogna sapere che nel mondo dell’interpretazione è piuttosto difficile trovare un professionista specializzato nel campo in questione (specialmente se si tratta di uno poco comune). Ciò non necessariamente rappresenta un problema, poiché gli interpreti sono soliti introdursi in nuovi campi e lavorare sulle informazioni fornite dal cliente; ma ovviamente ciò è possibile solo se, come dicevamo prima, l’interpretazione viene preparata con sufficiente anticipo.
Quando si prepara un’interpretazione simultanea di giapponese, bisogna ricordare che si necessitano due interpreti.
Il giapponese è una lingua parlata da più di 120 milioni di persone, principalmente nelle isole del Giappone (Kyushu, Honshū, Hokkaidō, Shikoku e numerose isole di piccole dimensioni, la più importante delle quali è Okinawa).
La sua origine rimane incerta. Viene considerata una lingua isolata. Non ha alcuna relazione con il cinese chino né con la lingua ainu.
È provata l’esistenza di correlazioni sistematiche tra i fonemi delle lingue primitive coreane e del giapponese antico. Tuttavia, non appare ancora chiaro se tali correlazioni siano dovute ad una connessione genetica o a prestiti lessicali verificatesi durante i secoli. Una teoria alternativa iscrive la lingua nella macrofamiglia delle lingue austronesiane (austronesias). Secondo quest’ipotesi, il giapponese si potrebbe considerare la lingua che costituisce l’estremo nord di un gruppo di cui fanno parte le lingue aborigene di Taiwan, il tagalo e altre lingue delle Filippine Filipinas e il maleo-indonesiano malayo-indonesio in tutte le sue varianti. In generale, la ricerca contemporanea oscilla tra le due ipotesi, riconoscendo un forte influsso continentale e, allo stesso tempo, la seria possibilità dell’esistenza di un substrato austronesico sfumato dall’influsso prematuro delle lingue coreane primitive. Gran parte dei ricercatori ritengono il coreano una lingua altaica (sebbene la categoria di “altaico” sia oggetto di dibattito).
Da quando nel 2500 a.C. dei popoli germanici giunti dal continente iniziarono a popolare le isole del Giappone, incominciò lo sviluppo di una lingua arcaica (Yamato kotoba) dalla struttura polisillabica, e di una propria cultura. Solamente nel secolo III d.C. i coreani eruditi introdussero la cultura cinese nelle isole. Quest’invasione culturale durò approssimativamente quattro secoli, durante i quali si introdussero le scienze, le arti, la religione e ovviamente il sistema di scrittura cinese.
I giapponesi utilizzarono i caratteri cinesi per esprimere idee e concetti, conservando la lettura cinese e introducendo anche la propria lettura degli stessi simboli. Perciò, oggi studiando il sistema dei kanji giapponesi si devono imparare entrambe le letture. Inoltre, in seguito crearono due sillabari per rappresentare tutti i suoni, basandosi sulla semplificazione dei caratteri ideografici cinesi, che costituiscono l’hiragana e il katakana Quest’ultimo sillabario si utilizza attualmente per rappresentare le parole straniere.
Dovuto alla particolare storia del Giappone storia de Japón, tra le sue caratteristiche si trova il sistema di onorifici nelle forme verbali e nelle costruzioni grammaticali specifiche, che indicano lo status relativo tra il mittente e il recettore, così come il rispetto (o la sua mancanza) verso la persona a cui ci si rivolge.
